08
GEN
2026

Raccolta firme dei dipendenti di Amag Ambiente per dire no alla privatizzazione? Il sindaco Abonante ne riferisca al consiglio comunale

Roggero (Lega): “Raccolta firme dei dipendenti di Amag Ambiente per dire no alla privatizzazione? Il sindaco Abonante ne riferisca al consiglio comunale”

“Che fine ha fatto la gara ‘a doppio oggetto’ di cui si parla da due anni a questa parte in riferimento al futuro assetto societario di Amag Ambiente? Ma, soprattutto, è vero che c’è stata di recente una raccolta firme tra i dipendenti della società del Gruppo Amag, e che ben 171 dipendenti su 174, ossia la quasi totalità, si sono dichiarati contrari ad una privatizzazione dell’azienda?”

A sollevare gli interrogativi in una nota è Mattia Roggero, capogruppo della Lega in consiglio comunale ad Alessandria, che prosegue: “La Lega è da sempre favorevole al fatto che le società che gestiscono servizi essenziali come il ciclo idrico integrato e la raccolta e smaltimento rifiuti rimangano sotto il controllo pubblico. Sull’acqua, in quasi totale solitudine, abbiamo condotto per tutto il 2025 una importante battaglia, che ha consentito la nascita di So.Ge.Ri e, conseguentemente, l’arrivo di 15 milioni di euro di finanziamenti a fondo perduto legati al PNRR, che sono fondamentali per il rifacimento dei nostri acquedotti. Ora, sul fronte del ciclo dei rifiuti (raccolta e smaltimento) chiediamo al sindaco Abonante e alla sua giunta di riferire con urgenza alla specifica commissione e al consiglio comunale qual è la situazione. L’attuale amministrazione, a poco più di un anno dalla fine del suo mandato, intende procedere con la gara a doppio oggetto, e di fatto privatizzare il servizio? Il sindaco come si pone rispetto alla petizione dei dipendenti di Amag Ambiente, preoccupati per il futuro dell’azienda, e per i loro posti di lavoro?”.

Il capogruppo Roggero conclude con una riflessione sulla qualità del servizio di raccolta della spazzatura, e sui costi della Tari: “La situazione è sotto gli occhi di tutti, e si tratta di una questione di cui gli alessandrini stanno giustamente dibattendo. Da tre anni a questa parte la Tari in città e nei sobborghi ha costi in costante aumento: e si tratta talora anche di nuove gabelle, si pensi allo ‘scorporo’ dei costi di spostamento su strada dei cassonetti condominiali. In compenso, i quartieri e i sobborghi sono sempre più sporchi, e si moltiplicano i casi di abbandono di rifiuti, o di cassonetti non svuotati. Appare manifesta l’inadeguatezza di chi è stato incaricato dal sindaco Abonante di guidare la società, così come di chi dovrebbe redigere la gara ‘a doppio oggetto’ che sta nel limbo da due anni”.

Autore