Roggero (Lega): “Amag Ambiente non è un problema industriale, è diventato un problema politico”

“Ad Alessandria il ciclo dei rifiuti non funziona. Ma la priorità della giunta Abonante sembra essere un’altra: gestire i propri equilibri interni.
L’ennesima nomina ai vertici di Amag Ambiente non è un episodio isolato è il segnale di un metodo. In pochi anni abbiamo assistito a continui cambi di amministratori, presidenti e assetti. Sempre con la stessa logica: spostare, sostituire, compensare. Mai guidare. Nessun giudizio sulla persona. Ma il punto non è chi viene nominato: è perché viene nominato. E soprattutto a quale progetto risponde.
Perché, fuori da Palazzo Rosso, la realtà è molto più concreta: una Tari elevata, un servizio percepito come insufficiente in molte zone della città e dei sobborghi, e un futuro ancora opaco. Da due anni si parla di gare, soci privati e riorganizzazioni, senza che sia mai stata chiarita una direzione.
Questa non è amministrazione. È gestione del consenso interno. Il classico schema da manuale Cencelli, applicato però a un settore che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
E mentre la politica si occupa delle posizioni, i cittadini si preoccupano dei rifiuti. Sempre di più. Sempre peggio.
Il problema non è Amag Ambiente. Il problema è l’assenza di una linea chiara. Perché senza una linea, ogni scelta appare come un equilibrio politico e non come una soluzione.
Tra poco più di un anno saranno gli alessandrini a decidere. Ma una cosa è già evidente: Alessandria ha bisogno di essere guidata, non gestita per equilibri.”
Così Mattia Roggero, capogruppo della Lega in comune ad Alessandria, commenta la recente nomina del nuovo Presidente in Amag Ambiente.
